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L'AGENDA ROSSA

L'AGENDA ROSSA 1^ PARTE

L'AGENDA ROSSA  1^ PARTE - Rotocalco Militare Online
 
A tu per tu …. “Senza peli sulla lingua , troverete tutte le risposte alle vostre domande” L’agenda rossa di Girolamo Foti “Delegato Nazionale del Co.Ce.R Esercito” - (Iniziativa personale ai sensi dell’articolo 21 della costituzione)Invio i miei appunti  per farvi una sintesi di quello che è successo in questi quattro anni di rappresentanza militare . Cercherò di farlo il più chiaramente possibile, e soprattutto senza usare vuoti tecnicismi, che confonderebbero solamente chi  di non è un addetto ai lavori. Ci sarà però passione ,ma soprattutto non si girerà intorno al problema. E’ questa d’altronde la filosofia di un umile servitore del personale che preferisce mantenere un rapporto diretto con tutti coloro che lo seguono .
Le mie analisi  cercano di essere al di sopra delle parti, e non solo perché non propendo attualmente per nessun schieramento politico, anzi. Mi sembrerebbero quindi inutili critiche di carattere ideologico, perché l’unica politica per me perseguibile è il benessere del personale che ho a cuore e che voglio migliorare , pur ovviamente cercando il dialogo con tutte le istituzioni politiche che si interessano dei nostri temi .
Girolamo Foti
Presenta l’agenda rossa
del mandato al Co.Co.R

         Dal governo Prodi 133 euro lordi in busta paga dal 2008 al 2009
Il Governo Prodi “dal giugno 2006 al mese di Maggio 2008” : Sebbene il governo Prodi fosse un’armata Brancaleone di forze politiche con enormi differenze ideologiche che convivevano nella coalizione dell’Unione, per cui si ebbe da parte di alcuni parlamentari della sinistra radicale anche l’attacco insensibile alle famose “frecce tricolori”, giudicate negativamente perché fonte esclusiva di enormi sprechi al paese, o l’intitolazione di un aula in parlamento al signor Giuliani, è giusto anche ricordare il lavoro positivo nei confronti dei militari. Ad esempio nella prima finanziaria, quel governo ha provveduto ad un aumento in busta paga di ben 133 euro lordi, ha limitato i tagli alla difesa grazie all’intervento deciso dell’allora signor Ministro On. Arturo Parisi, oltre ad aver provveduto alla creazione del Fesi che dal 2007 ad oggi noi percepiamo. Si deve anche ricordare che allora si tento di voler rinnovare il contratto da due ogni tre anni, ma sia diverse sigle sindacali che molti delegati Cocer contestarono questa iniziativa e fu bloccata dal governo stesso. Per quanto riguarda invece l’imposizione fiscale, basterebbe guardare le buste paga del 2005 (Berlusconi) del 2006 (Prodi) del 2008 (Berlusconi) per fare un confronto sugli aumenti: se sono l’irpef o le addizionali comunali dovete verificare chi governa la vostra regione e il vostro comune. Ad esempio, nella mia città Palermo, regione Sicilia, governa il centro destra da molto tempo: anche se il governo centrale riduce alcune tasse, il comune aumenta la tassa dei rifiuti del 40% e conseguentemente Irpef e addizionale regionale;le cattive scelte si pagano e si pagano caro .
(( Ci aspettavamo un governo di centro destra generoso nei confronti dei militari ))
Il Governo Berlusconi : In grande cifre, l’attuale governo all’inizio del suo mandato aveva messo a disposizione per i comparti circa 180 milioni di euro rispetto ai 250 milioni del governo Prodi . Se analizziamo punto per punto il contratto da me e da altri colleghi del Co.Ce.R Esercito non condiviso, si può notare come i parametri di aumento degli stipendi e dunque i benefici, siano stati  a favore dei gradi più alti o per le anzianità maggiori,  con tante voci ma poca sostanza ( anche perché già alcuni soldi li prendevamo da qualche annetto): alla fine l’aumento nella busta paga fu di poco conto, per gli anni a seguire siamo in vacanza contrattuale , e il contratto non si rinnova più ogni due anni ma ogni tre. Per il nuovo rinnovo, per rispondere alle richieste di alcuni, si tratterà di circa 36 euro lordi, 16nett, mentre i signori politici annunciano che si daranno un misero taglio per via della crisi economica del 5% che sono poca roba rispetto ai benefit che i signori politici godono alle nostre spalle, e per di più dopo aver messo in ginocchio il paese. Cari colleghi, alla fine a pagare siamo sempre noi cittadini con le stellette e tutto il popolo italiano .
Preciso che : Non intendo addossare in modo assoluto le colpe a chi ha sottoscritto il contratto precedente e di chi lo farà in futuro, ma bisogna invece dire che questo governo non è stato così generoso nei confronti del nostro personale soprattutto in virtù di quanto il personale è stato esaltato a parole nei media. Anche l’opposizione non ha saputo dare grandi contributi.
 Ridotto il gap sugli assegni di funzione tra il ruolo VSP e il ruolo SERGENTI
Assegni di funzione : I vecchi parametri prevedevano un gap di quasi 1000 euro negli assegni funzionali di 17 e 29 anni di servizio tra il ruolo VSP e il ruolo SERGENTE una differenza enorme se si pensa che la differenza tra il ruolo SERGENTI e il ruolo MARESCIALLI era di 30 euro circa. Si è riusciti a risolvere l’iniquità introducendo una terza fascia negli assegni di funzione ( che ovviamente come al solito favorisce sempre altri ruoli) , diventando cosi 32, 27 e 17 anni di servizio. Si spera che nella prossima finanziaria si riesca a migliorare anche la prima fascia e magari aggiungere una fascia sugli assegni di funzione a 12 anni di servizio al fine di offrire un indicazione precisa nei confronti dei ruoli più giovani.
Il Fesi è da migliorare ma rimane uno dei risultati positivi di questo X  MANDATO COCER
Il Fesi : Il F.E.S.I. rimane uno dei risultati positivi di questo COCER X MANDATO, che molto ha lavorato per questo emolumento, e rimane una novità che ci mette a pari dignità del comparto sicurezza. questo fondo, attualmente esiguo. dovrebbe aumentare nel tempo, diventando una vera e propria quattordicesima. Nota dolente è però il criterio adottato, per scelta della maggioranza della rappresentanza militare, di distribuire il F.E.S.I “gerarchicamente” (una scelta a mio parere ingiusta e discriminatoria, se si pensa anche al meccanismo con cui si distribuisce in polizia), soluzione che poi ha trovato un aggiustamento semi-gerarchico, pur rimanendo il privilegio per coloro che lavorano nelle aree centrali . Non scandalizzatevi se la prossima distribuzione del Fesi potrebbe essere più magra rispetto alle precedenti: viviamo in paese dove a sacrificarsi non sono i dirigenti, ma la base, seguendo l’indirizzo dell’attuale governo.
Enormi tagli alla difesa , siamo preoccupati per il futuro
I tagli alla difesa : Fonte (l'Espresso, 2009) Su Ignazio La Russa alla Difesa piovono le critiche delle Forze armate: nessuna riforma avviata, tranne il progetto Difesa Spa, la società che dovrebbe gestire il patrimonio immobiliare delle forze armate, vissuta come una razzia, e pesanti tagli di bilancio (485 milioni in meno nel 2009, 456 nel 2010, 813 nel 2011). Cifre da bancarotta proprio mentre la missione in Afghanistan si fa più rischiosa e il contingente in Libano, costosissimo, si ritrova abbandonato a se stesso. Per risolvere il problema del logoramento dei mezzi nel teatro afgano si ricorre sempre più spesso alla cannibalizzazione: togliere pezzi dall'Italia e trasportarli in Afghanistan. Incrociando le dita.
Tredicesima ai 1CM- VFB e VFP/4: 2009/2010
La tredicesima ai VFB “ 1CM” : Per dirimere ogni dubbio sulle tredicesime ai 1CM VFB  il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito nel 2009 aveva espresso parere favorevole in merito alla risoluzione del problema . Mi ricordo in particolare su Facebook molti vfb e vfp/4 scrivevano al sottoscritto lamentando che ancora non percepivano la tredicesima , alcuni di loro sconfortati da questo problema minacciavano di intraprendere vie legali tipo la class-action , altri si rivolgevano al Co.Ce.R come ultima speranza. Io consigliai di scrivere al presidente del Co.Ce.R e a tutti i delegati, per stimolare anche la rappresentanza militare. Prima di Natale il Co.Ce.R invia una nota al personale vfb e vfp/4 di garanzia che presto avrebbero ricevuto la tredicesima , infatti nel mese di febbraio 2010 uscì la circolare per la distribuzione della tredicesima, distribuita nel mese di aprile. Un risultato positivo ottenuto dal buon senso di coloro che attendevano questa tredicesima, dal Co.Ce.R , ma anche dalla nostra amministrazione .
   COCER ESERCITO X Mandato 
DELIBERA n. 5/2010
 
                                Trattamento economico spettante al personale volontario di truppa in ferma prefissata ed in ferma breve (legge 29 agosto 2004, n. 226).
                                                       IL CO.CE.R.
 
VISTA: la legge 382/78;
VISTO: il d.lvo 195/95;
VISTE:  le delibere n. 6/2009 e 17/2009 di questo Consiglio;
VISTA: la circolare in oggetto (annessa in copia), che di fatto, riconosce l
13^ mensilità al personale precario delle forze armate che si trova in rafferma.
CONSIDERATO:
che la Direzione Generale con la circolare in questione recepisce l’indirizzo “interpretativo” fortemente voluto da Co.Ce.R. Esercito;
ATTESI:                 i notevoli risvolti positivi sulla fascia di personale, che nei fatti, risulta essere quella più esposta vista la non immissione in servizio permanente per i noti motivi di bilancio e quindi meritevole di tutta l’attenzione della rappresentanza militare;
 
DELIBERA
1.      Di partecipare l’Autorità affiancata, la soddisfazione di questo Consiglio per i positivi riflessi sul personale interessato, rimanendo in attesa di eventuali sviluppi della problematica;
2.      Di inviare la presente delibera ai Co.I.R., per la successiva diffusione ai Co.Ba.R. discendenti al fine di accelerare l’erogazione di quanto dovuto e di segnalare a questo consiglio eventuali ulteriori proposte per il compiuto riconoscimento;
3.      Di inviare la presente delibera a stralcio del verbale.
 
Presenti:           10
Votanti:            10
Favorevoli:       10
Contrari:            0
Astenuti:            0
 
la presente delibera viene approvata ad unanimità 29 gennaio 2010
Ognuno tuteli i diritti del proprio personale
L’utilità o l’inutilità della rappresentanza militare : Purtroppo questo organo di rappresentanza è molto condizionato  da alcuni paletti che possono essere positivi e negativi per il personale: per quanto riguarda il ruolo del presidente, imposto gerarchicamente, se il presidente è persona equilibrata , attenta ai problemi del personale, aperta al dialogo, consapevole del ruolo che svolge, corretto e democraticamente disponibile al confronto può essere utile alla rappresentanza, se viceversa è superficiale, condizionato dai propri superiori o meglio che per quieto vivere si lascia condizionare, non conosce le regole, è autoritario, o non gradisce il confronto, diventa il male principale del fallimento di un intero organo di rappresentanza. Ancor peggio  se ai vari livelli si considerano gli organi di rappresentanza come uno strumento fastidioso e lo rendono insignificante e improduttivo. Bisogna poi prendere in considerazione la condotta dei singoli delegati, che si potrebbero lasciar anche loro condizionare, oppure privilegiare i propri interessi e non quelli del personale. Per questo ci sono tutti gli ingredienti per considerare inutile questa rappresentanza , anzi dannosa non solo per il personale ma anche per il prestigio della forza armata stessa, perché chi fa il proprio dovere nel tempo diventa rigido e rischia di rompere anche gli equilibri interni e il tutto produce malessere sia nei delegati stessi che in tutto il personale . Pertanto, se il governo vuole concretamente apportare delle modifiche dovrebbe in primis suddividere la rappresentanza militare per categoria. Una voce per tutti è limitativa e garantisce solo esclusivamente la categoria dei dirigenti, limitando le istanze che provengono dal basso. E si dovrebbe garantire ai militari nel rispetto dell’articolo 18 della costituzione italiana il diritto di associazione fra commilitoni, allo stesso livello dei colleghi tedeschi . Qualcuno mi rimprovera di non aver fatto molte mozioni: io rispondo che finirebbero come i famosi test sulla qualità della vita di cui ancor oggi si attendono le risposte dell’area foter, o del il Coir delle Foter in attesa di autorizzazione per incontrare la base. Tutto rimane fermo e tutto si rallenta.
Un pacchetto di proposte per ridurre il costo della vita a tutto il personale: 2008-2009-2010
 Dal gruppo “Qualità della vita”: il gruppo di lavoro è costituito da tutte e tre le categorie presenti del COCER ed ha elaborato un pacchetto di proposte low-cost per migliorare la qualità della vita in caserma e sviluppare delle iniziative che possano ridurre il costo della vita al personale . Ecco alcuni esempi : ((I gruppi di acquisto/ Fringe Benefit)) che sono associazioni no profit finalizzate alla contrattazione con categorie produttive , per ridurre la catena commerciale e abbattere i costi dei prodotti . ((Convenzioni/ Farmer Market)) convenzioni a livello nazionale e regionale e locale da attivare ai sensi dell’articolo 11 del RARM che in accordo con le sigle che rappresentano le categorie produttive, permettono di organizzare un mercato contadino ad uso dei militari, dei propri familiari , del personale civile tenuto una volta al mese in una delle strutture dell’Esercito o similari, con un risparmio sull’acquisto di beni di prima necessità di almeno il 30% sul costo reale . Queste proposte erano in fase di studio da parte dello Stato Maggiore Esercito nel 2009, ci eravamo riuniti per concretizzare questo progetto, ma come al solito vincoli , leggi e leggine hanno reso impossibile anche questo.
Grazie al COCER X MANDATO scampato il pericolo degli arresti domiciliari: 2008/2009
Il signor Ministro della funzione pubblica : Tutti ricorderanno il famigerato D.L. 112 del 2008, il provvedimento che introdusse norme stingenti durante le assenze di malattia. Questo COCER  riuscì a strappare delle modifiche, quali ad esempio l’inapplicabilità delle decurtazioni alle assenze per malattia conseguenti a lesioni riportate in attività operative, fino a cancellare quelli che erano considerati i famosi “arresti domiciliari” .
Incontro con il Capo di Stato Maggiore della difesa: 2008
Incontro con il Capo di Stato Maggiore della Difesa : Alle ore 10:00 del 19 Marzo del 2008 il Capo di SMD ha salutato i delegati COCER interforze , la categoria C , che nel comparto Difesa si è molto differenziata rispetto alle altre categorie per la solida unità, presentando un documento  che riassume una serie di problematiche come quella del personale arruolato con la l. 958/86 , il riordino delle carriere, i precari delle forze armate “vfp/vfb”, la nomenclatura dei gradi, la rimodulazione dei concorsi interni ed esterni, il trattamento economico, e l’inserimento di un percorso reintroduttivo alla vita normale del personale che rientra dai teatri operativi usufruendo di centri benessere convenzionati per le forze armate .
 Incontro con il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito 2009
Nel mese di luglio 2009 : In questa seconda occasione i delegati COCER hanno sollecitato la risoluzione di alcune problematiche del personale come la situazione alloggiava , i tagli alla difesa che potrebbero mettere a rischio i nostri precari , il mancato pagamento della tredicesima ai 1CM VFB, l’impiego professionale dei volontari, la rimodulazione dei concorsi interni , e la qualità della vita. E’ sembrato che il capo di SME abbia recepito le nostre indicazioni e che si impegnava a risolverle nel più breve tempo possibile .
                       Incontro con il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito 2009 II semestre
In questa occasione i delegati COCER hanno sollecitato la risoluzione di alcune problematiche, in particolare quella del sottoimpiego, del graduato di corpo, e sulla circolare 2938. Per il primo è in studio presso lo Stato Maggiore Difesa e a livello politico c’è stata un interrogazione parlamentare al ministro della difesa; per il secondo siamo ancora in attesa di risposta, anche se mi e sembrato che sia da parte del Presidente del Co.Ce.R che da parte del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito vi fosse un parere positivo, ma in via ufficiosa; per il terzo è stato risolto esclusivamente il problema dei servizi oltre i 40 anni che interessavano in particolare il ruolo sottufficiali .
Il PD interroga il Ministro della difesa su una dichiarazione del delegato Cocer Foti Girolamo Luglio 2009: il Partito Democratico interroga il Ministro della Difesa sul delegato COCER CMC FOTI Girolamo a firma di ben quattro parlamentari (Maurizio Turco , Berardini , Beltrandi, Farina Coscioni) riguardo sprechi dell’organo, gestione dei siti internet, etc. A seguito di ciò, il sottoscritto ha risposto attraverso il proprio sito e nel rispetto della libertà di pensiero ai sensi dell’articolo 21 della Costituzione, considerando eccessive e improduttive le accuse nei confronti non solo della rappresentanza ma anche della dignità degli stessi delegati, invitando gli stessi parlamentari ad un mea culpa sugli sprechi della politica, ricordando il libro la casta, e indirizzandoli ad occuparsi quanto meno di argomenti utili alla collettività ,come ad esempio gli enormi tagli alla difesa che mette a rischio i nostri 23 mila volontari (vfb/vfp) , al problema delle casi demaniali dove proprio i gradi più bassi non riescono ad ottenere gli alloggi,  gli ultimi aumenti di stipendio. Tutto questo ha fatto si che la mia dichiarazione sia stata inclusa in un interrogazione parlamentare. Rimango anch’io in attesa di quale sarà la risposta del organo competente .
L’eterno riordino delle carriere
Da troppo tempo si discute regolarmente ogni anno del riordino delle carriere, che a mio parere dovrebbe partire dal basso tenendo conto che negli ultimi anni si è sempre intervenuto sui ruoli dirigenziali , con il riallineamento giustamente dovuto ai marescialli delle ffaa (che hanno ottenuto il riconoscimento del diploma conseguito presso la scuola sottufficiali, rima riservato ai soli sottufficiali). Ma qualcosa adesso deve essere concessa al ruolo più numeroso, e che rischia di terminare la carriera a 35 anni rimanendo fino alla pensione con lo stesso grado.  Questo COCER ha vigilato, e combatte per questo, ma ci sono spesso lotte interne che ritardano il riordino. Parte della responsabilità del mancato risultato è anche di noi volontari che non siamo ancor oggi perfettamente uniti e organizzati, al contrario di altri ruoli in cui c’è molta partecipazione ai forum ma anche alle riunioni organizzate per tutelare i propri interessi. Nel rispetto delle regole, ci vuole una partecipazione più attività per poter ottenere qualche risultato , prendendo proprio esempio dalgi altri: dobbiamo, insomma,  maturare . Non so perché temo che in occasione delle prossime politiche del 2013 inizieranno a bombardarci di proposte di leggi e comunicati stampa di un prossimo riordino…
 
 
 
 
 Far conoscere ai media, ma anche ai palazzi della politica il nostro ruolo
Perché faccio tutto questo? :  il giorno della mia candidatura alla rappresentanza militare dissi dal palco che uno dei miei principali obiettivi era quello di far conoscere ai media ma anche ai parlamentari la nostra categoria, perché se abbiamo ottenuto nel passato modesti risultati era a mio parere per il fatto che c’era poca visibilità del nostro ruolo, perché la scena era monopolizzata dai ruoli dirigenti della rappresentanza ma anche dai marescialli (ai quali va tutta la mia ammirazione per il loro impegno nell’informazione). Forte dell’esperienza avuta in tv e nei giornali, ho cercato di fare anch’io una campagna promozionale del nostro ruolo, realizzando un sito internet, cercando di intraprendere relazioni pubbliche con giornalisti, politici e nel tempo libero, a titolo gratuito, sono anche alla conduzione di un programma televisivo interamente dedicato al comparto difesa. Nonostante questa possa sembrare solo mania di protagonismo, ciò è frutto di una mia strategia mediatica; può sembrare che non sia un grosso risultato? Tutt’altro. Come si può sperare che si accolgano le richieste di una categoria che non si conosce? Oggi la nostra voce si trova nelle agenzie giornalistiche, nel mio programma su sky 840/intv , su facebook, nel sito www.girolamofoti.com con oltre 50.000 visitatori. Tutto questo lavoro gioverà anche alle future generazioni perché velocizzerà il processo di democratizzazione della rappresentanza militare nonché incrementerà il rispetto per il nostro ruolo. E oggi posso contare su una vera e propria organizzazione che ruota intorno a me e di ottimi rapporti con parlamentari e giornalisti che sicuramente facilitano la mia azione come rappresentante.
RIORDINO DELLE CARRIERE

L'AGENDA ROSSA II° PARTE " Il sottoimpiego"

L'AGENDA ROSSA II° PARTE  " Il sottoimpiego" - Rotocalco Militare Online
FORZE ARMATE : L'EROE , IL PIANTONE E LA RAMAZZA 
 
Editoriale fidest in collaborazione con Rotocalco Militare. I giovanissimi oggi stanno vivendo una diversa realtà. I loro padri, ed anche quei giovani un po’ stagionati, non hanno più a che fare con quella spada di Damocle della “ferma obbligatoria” che rischiava di spezzare il corso delle proprie attività dedicando un anno o qualcosa di più al servizio militare. Oggi il soldato è un volontario e il suo destino è di un professionista che sceglie di fare un certo lavoro al servizio dello Stato. Ciò implica molte cose poiché non si tratta del solito impiegato che dietro uno sportello disbriga alcune faccende che gli vengono richieste, ma la sua attività ruota intorno alla vita di caserma con i suoi ritmi, con le sue esercitazioni nei poligoni e nelle palestre, nella sua conoscenza delle armi e del modo d’usarle. Sembra quasi che la società voglia servirsi di lui per farne un guerriero e, all’occorrenza, un eroe che offre la sua vita al bene supremo della sua patria ovunque il dovere lo chiami. Ciò lo distingue dal mercenario che è un genere di combattente, come lo dice la stessa parola, che presta la sua attività al miglior offerente. Questo nostro soldato parte con una modesta paga, si espone con qualche cosina in più, se va all’estero, e ritorna nella sua caserma d’origine dove gli affidano una ramazza e si mescola nell’anonimato. Parte, strano a dirsi, con un mandato che gli impone di infilare il gambo di un fiore nella canna del suo fucile ma va in una terra ostile e con gente pronta ad ucciderlo perché taluni lo considerano un estraneo, un intruso, un “infedele”. Se muore c’è sempre qualcuno pronto a chiamarlo “eroe”, a spendere per lui nobili parole, suscitare commozioni popolari, ma anche qualche nota critica di chi si chiede il perché questo figlio dell’amata terra abbia dovuto spegnere la luce della vita in un luogo tanto ostile e lontano. Questo è, suppergiù, il nuovo identi-kit del soldato italiano. Un tempo i soldati appartenevano solo alla grande massa di chi proveniva dalla ferma obbligatoria mentre i graduati per lo più erano quelli di carriera e si diceva in spe (servizio permanente effettivo). Ora non è più così e si impone un necessario turn-over per non avere una generazione di soldati cinquantenni. Questo è il primo passo per comprendere l’urgenza di una riforma del servizio militare volontario e dare a coloro che si fregiano di una stelletta uno sbocco in altre attività entro e fuori il mondo del lavoro pubblico. Questo è nell’ordine naturale delle cose. Pensiamo, ad esempio, ad un giocatore di calcio: a vent’anni è nel fiore della sua esuberanza, a 25 nella piena maturità e può esprimersi se ha i requisiti da campione ma a 35 anni o giù di lì gli tocca appendere gli scarpini al chiodo. Ora gli tocca cambiare mestiere anche se rimane nei pressi dei campi di calcio e questo può capitare in tutte quelle professioni dove l’impegno richiede prestanze fisiche, fiato e voglia di correre. Questo, a mio avviso, è il primo passo che avrebbe dovuto sin dall’inizio essere associato alla svolta determinata da una ferma non più obbligatoria. E’ un passo che nella vita facciamo un po’ tutti, quando ci dicono operaio o impiegato anziano e ci dicono, con in mano il nostro dato anagrafico, di andare in pensione. E allora chiamiamo pure questi nostri soldati eroi, ma diamo loro uno sbocco onorevole se un giorno pensate ad una alternanza alle luci della ribalta che si spengono.
 
Di Riccardo Alfonso
Roma, 26 gen - Il Papa manifesta la sua vicinanza alle Forze Armate italiane in una lettera di risposta a quella fattagli pervenire dal caporal maggiore capo Girolamo Foti, delegato nazionale del Cocer Esercito, organo centrale della rappresentanza militare. Il 12 dicembre scorso, Foti ha scritto a Benedetto XVI chiedendo "una parola di conforto a favore dei professionisti dell'Esercito", soldati che "per la propria Patria sacrificano la vita, nel mantenimento della pace e della democrazia nel mondo". E concludeva: "Siamo angeli che nessuno considera e protegge; possa questo gregge di Dio essere tutelato e salvato dal proprio Pastore". Nei giorni scorsi è pervenuta la risposta del Papa, a firma dell'assessore, monsignor Peter B. Wells."Il Sommo Pontefice, grato per il gesto di filiale devozione, mentre esorta a vivere e a testimoniare i valori evangelici dell'amore e della pace, l'affida alla materna protezione della Madre di Dio e di cuore invia l'implorata Benedizione apostolica, pegno di ogni desiderato bene, volentieri estendendola ai colleghi e alle persone care". (Velino)
Lettera al Ministro della Difesa On. Ignazio La Russa
Di Leonardo Bitti
 
Egregio Sig. Ministro, scrivo in nome, per conto e nell’interesse di tutti volontari della FF.AA. Scrivo a Lei in qualità di preposto all'amministrazione militare e civile della Difesa e massimo organo gerarchico e disciplinare. Infatti tra le Sue competenze vi è anche quella di illustrare al Parlamento in sede di presentazione annuale dello stato di previsione del Ministero della Difesa, in particolate le previsioni di spesa inquadrate nella manovra prevista dalla legge finanziaria, la ripartizione delle risorse finanziarie per impegni operativi, amministrativi e per settori di spesa ed i suoi riflessi sulla preparazione delle Forze Armate; lo stato di attuazione dei programmi di investimento e le misure di ristrutturazione e riqualificazione dello strumento militare, con illustrazione del rapporto fra costi ed efficacia delle misure medesime.
Appare pertanto doveroso, per lo scrivente, ricordarLe che i tagli all’Esercito Italiano hanno provocato un internalizzazione dei servizi, i quali sino all’anno scorso venivano delegati a ditte civili, che ora sono anche disoccupati. Purtroppo una scelta infelice dell’amministrazione ha fatto si che adesso dette mansioni, oltre alle normali attività tipiche di soldato, vengono svolte dal personale volontario anche in servizio permanente, uomini e donne con esperienze decennali e famiglia a carico. In questo momento infatti ci si trova di fronte a situazioni che minano la dignità del personale volontario che è quello che sta pagando lo scotto più pesante, il quale si trova a dover espletare anche le mansioni di pulizia delle Caserme. Passi che abbiamo una remunerazione bassa a fronte di tanti sacrifici sia personali che delle proprie famiglie, passi un patrimonio alloggiativo nella maggior parte dei casi fatiscente e privo dei servizi minimi anche a fronte del pagamento di una retta mensile, ma obbligati ad alloggiarvi perché gli affitti esterni sono insostenibili, passi che la maggior parte degli alloggi demaniali sono abusivamente occupati dai “sine titulo”, accettiamo tutto ciò in silenzio e nella speranza che le cose possano migliorare, ma giocare sulla morale e sulla dignità questo è terrorismo psicologico allo stato puro. Ciò è inaccettabile, è destabilizzante della dignità, del decoro e della salute morale di chi opera ed a operato in missioni internazionali, chi ha conosciuto e si confronta giornalmente con il terrorismo e i suoi devastanti effetti, la fame, le malattie, la guerra, la distruzione, le mutilazioni e la morte, che non smette mai anche quando ci si trova di fronte al sacrificio estremo e non si rifiuta mai di operare come ambasciatore di pace e di giustizia, ma che poi si trova privato di quegli stessi diritti civili che esporta in quelle località che vivono realtà dittatoriali. Bisogna essere chiari, bisogna essere pratici, stiamo attendendo fiduciosi una Sua risposta anche alle varie interrogazioni parlamentari depositate in materia, che chiarisca il principio se siamo in primis cittadini italiani per diritto di nascita come costituzionalmente sancito, e solo dopo militari che giurano di salvaguardare le libere istituzioni, che vengono chiamati in guerre assurde non per propria scelta ma da un volere politico ed un dovere civile che le Comunità Internazionali si assumono, e non “mercenari” ad uso e consumo di chicchessia, oggi guerrieri, come Lei stesso più volte ci definisce nei suoi tanti discorsi pubblici, ma subito dopo trasformarci in “spazzini” per delle scelte infelici e inaccettabili sia politiche che dell’amministrazione, e domani cosa? Non oso immaginarlo.
Quando un soldato volontario rientra dalle missioni non può e non deve trovarsi a dover lottare perché gli vengano garantiti quei diritti minimi che gli spettano per diritto di nascita, senza doversi scontrare con una istituzione che in barba alla più autorevole giurisprudenza della Corte Costituzionale che con le sentenze 449/1999; 332/2000; 445/2002 ha solennemente e definitivamente sentenziato che "i diritti fondamentali del cittadino militare non recedono di fronte alle esigenze della struttura militare", ma la stessa prosegue sul suo percorso senza ascoltare le urla di malessere e mal contento che si sollevano giornalmente nelle sue caserme, urla che chiedono dignità e rispetto. Pertanto appare doveroso ricordare proprio in virtù di dette sentenze che potrebbero prima o poi far sorgere dei contenziosi giudiziari in materia di demansionamento/mobbing e passare la palla alla Magistratura competente in materia.
Non vorremo arrivare a tanto, ma sarà l’ultima strada da perseguire se la diplomazia interna e il dialogo civile fallirà e non produrrà gli effetti attesi al fine di giungere definitivamente e chiudere questo assurdo e denigrante paragrafo che sta generando un malcontento generale che investe oltre 60 mila uomini e donne delle FF.AA che avevano scelto di intraprendere la vita militare con risvolti ben diversi. Siamo fiduciosi che lei troverà una soluzione ottimale che reintegri il benessere, la dignità e il decoro che spetta a quei militari che più volte ha pubblicamente elogiato per l’operato svolto, altrimenti non rimarrà che sentirci definitivamente orfani sia della politica che della stessa istituzione.

Dr. Leonardo Bitt
 
Agenzia giornalistica Fidest
Il rappresentante del Cocer Girolamo Foti in un comunicato appalesa di aver partecipato insieme agli altri componenti ad una audizione al senato presso la quarta commissione presieduta dal sen. Cantoni per esprimere un parere nell’ambito dell’indagine conoscitiva promossa dall’organo parlamentare sulla condizione del personale militare. Vi facevano parte il presidente gen. C.a. Domenico Rossi, il luogo tenente Congedi e il caporal maggiore capo Bitti Leonardo. Per la circostanza i rappresentanti del Cocer hanno presentato un documento di 35 pagine elaborato collegialmente e dopo un impegno durato alcuni mesi per ritrarre un quadro completo della situazione e delle attese del personale militare… Nel tratteggiare alcuni aspetti i membri del Cocer non si sottraggono ad un giudizio critico sulle condizioni di vita nei reparti, sul posto di lavoro, la sicurezza ambientale, operativa (riferimenti sulla torretta dei veicoli lince), welfare, mobility menager, riconoscimenti di policy regionale dei poli ospedalieri, defiscalizzazione di parte del trattamento economico, convenzioni e protocolli d’intesa, trasporto pubblico urbano ed extraurbano gratuito allo stesso modo delle forze di polizia, la specificità, fringe benefit, incremento degli organismi di protezione sociale, alloggi di servizio, una politica di prevenzione del fenomeno del mobbing tra superiore e inferiore, il sottoimpiego dei volontari di truppa in ruoli di manovalanza e la richiesta che il governo faccia una direttiva di impiego dei volontari per riconoscere la professionalità, analisi dettagliata della situazione delle strutture e condizioni di vita di studio degli allievi, trattamento giuridico economico previdenziale e assicurativo, cassa dei vsp, trattamento economico e giuridico, tutela del delegato, riforma della rappresentanza, riordino delle carriere per ufficiali, sottufficiali,e volontari in servizio permanente (in particolare i vsp hanno scritto che tale riordino deve essere uguale per tutte le forze armate e forze di polizia ad ordinamento civile e militare, e che si tenga conto sia dell’anzianità nonché della legge 958, e sopratutto che venga unificato il ruolo sergenti e volontari in servizio permanente in quanto solo in questa maniera si ottiene una progressione di carriera). Si è inoltre rimarcata la necessità che i volontari in ferma breve e prefissata rimangano nella forza armata, e, novità di questo documento, la dislocazione dei reparti militari al sud sotto un profilo operativo per il cambiamento degli scenari geopolitici e l’instaurarsi di aree (Iraq, Libano) o situazioni di crisi (sbarchi clandestini, traffico di droga, problemi di sicurezza interna nel contrasto della criminalità organizzata) che indicano con chiarezza il sud come l’area di maggiore attinenza o minaccia. Da ultimo, in questo periodo di crisi economica, si potrebbe offrire l’opportunità, per molto personale, di ritornare vicino ai luoghi di origine con il risultato che una parte delle esigenze, verrebbe, automaticamente, assorbita dallo stesso personale senza farne carico all’amministrazione. Una esposizione particolarmente corposa ma che ad avviso di Foti non ha trovato piena rispondenza da parte dei membri della commissione senatoriale. Ma ciò che ha spinto Foti ad abbandonare l’aula è stato il diniego del Presidente della Commissione di consentirgli il diritto di replica ad alcune argomentazioni formulate da un senatore leghista e ritenute inesatte. In pratica questa audizione ha convinto il Foti che si è al cospetto di una classe politica che non riesce a comprendere sino in fondo i problemi che i militari, nella loro quotidianità, devono affrontare e per i quali è necessario e urgente un valido sostegno normativo ed economico. Ora i 370mila del comparto difesa e sicurezza sono avvisati. Vi è la necessità che ciascuno di essi si faccia carico di questa realtà e che sappiano farsi parte diligente nel rappresentare ai politici, di riferimento, questo disagio e trarne da essi l’impegno, nell’esercizio del proprio mandato, di soddisfarne le legittime aspettative. (servizio Fidest)
 
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16 Seduta di annuncio: 258 del 15/12/2009
 
Destinatari Ministero destinatario:
MINISTERO DELLA DIFESA 
Stato iter:  IN CORSO
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-05400
presentata da
GIOVANNI PALADINI martedì 15 dicembre 2009, seduta n.258
PALADINI. -
Al Ministro della difesa.
- Per sapere - premesso che: in data 3 febbraio 2009 lo Stato Maggiore dell'Esercito diramava una circolare con la quale comunicava a tutti gli enti subordinati che a causa delle scarse risorse a disposizione e non sussistendo particolari preclusioni giuridiche all'impiego del personale Volontario in incarichi di natura logistica sarebbe stato possibile destinare il detto personale ad attività quali il confezionamento di viveri, la guardiania, la manovalanza, le pulizie; i destinatari della suddetta circolare sono i militari del ruolo «Truppa» che, a differenza di quanto avveniva negli anni in cui era in vigore il servizio di leva, oggi corrispondono a veri e propri professionisti per lo più reduci dalle zone di combattimento nei vari teatri esteri e dunque muniti di una professionalità non certamente accostabile alle mansioni cui la circolare di cui trattasi vuole relegarli; nell'anno 2010 le spese militari lasceranno sul terreno dei conti pubblici oltre 23 miliardi di vecchie lire; in tale stato di cose ancora una volta chi dovrà far le spese di una politica non certo parsimoniosa sarà ancora una volta la fascia più bassa della gerarchia militare;
o Comando delle Forze di Difesa - Divisione «Acqui» già dal 15 maggio 2009 ha disposto che tutti i venerdì il personale di Truppa in servizio permanente dovrà dedicarsi ai servizi di pulizia interne delle caserme -: se il Ministro interrogato intenda assumere ogni iniziativa utile a salvaguardare la dignità dei militari di truppa nel rispetto delle mansioni a loro attribuibili. (4-05400) Firmatari

Primo firmatario: PALADINI GIOVANNI Gruppo: ITALIA DEI VALORI

L'agenda rossa III^ PARTE

L'agenda rossa III^ PARTE - Rotocalco Militare Online
INTERVENTO INTEGRALE DEL PRESIDENTE DEL COCER INTERFORZE IL GEN. C.A . DOMENICO ROSSI - SCONTRO IN COMMISSIONE  GIROLAMO FOTI (COCER ESERCITO) VS IL SENATORE TORRI (LEGA NORD)
 
L'intervento del Presidente del Co.Ce.R Interforze :  Il generale ROSSI illustra le principali problematiche evidenziate dal COCER dell’Esercito in ordine alla condizione militare, sottolinenando l’esigenza di pervenire in tempi congrui ad una compiuta definizione della normativa sulla specificità della suddetta condizione, ad un’efficace riforma del sistema pensionistico (attraverso la piena coincidenza della realizzazione del sistema contributivo e dell’istituzione di opportuni fondi di previdenza complementare), alla definizione di una normativa di riferimento in ordine alle problematiche connesse ai benefits ed agli organismi di protezione sociale, alla revisione del trattamento economico e ad un efficace riordino delle carriere. Rimarca inoltre la necessità sia di una rivisitazione della disciplina dei concorsi interni per i ruoli di volontario in ferma permanente e di sergente, sia di un’efficace riforma degli istituti di rappresentanza (a seguito delle inadeguatezze dell’attuale normativa), sia, infine, l’opportunità di definire, in ambito sanitario, un quadro giuridico specifico relativo alle patologie gravi. Evidenzia, quindi, le delicate problematiche, di ordine giuridico, economico e previdenziale, connesse con l’impiego in ambito internazionale. L’oratore pone quindi l’accento sulla progressiva erosione delle risorse disponibili, che incide in maniera rilevante su importanti e delicati aspetti quali l’addestramento, le infrastrutture ed il benessere del personale. Sulla base di queste premesse, gli organismi di rappresentanza ritengono necessario considerare prioritarie le esigenze singole e familiari dell’uomo rispetto agli investimenti su altri sistemi d’arma, decentrando il più possibile le infrastrutture nelle zone centro-meridionali del Paese (al fine sia di contrastare al meglio le minacce provenienti dall’attuale scenario geo-politico, sia di favorire una migliore qualità della vita del personale, in gran parte proveniente da quelle regioni e favorito da un minor costo della vita), definendo un nuovo ed efficace modello di Difesa (in grado di risolvere le numerose problematiche legate alla chiusura di enti, agli esuberi, alle riduzioni dei profili di carriera ed al reinserimento nel mondo del lavoro dei congedati senza demerito), e stilando un puntuale piano programmatico per il raggiungimento degli obiettivi prefissati, scaglionato nel tempo e calibrato in relazione alle possibilità del Paese.

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Interviene  il presidente della commissione difesa al senato Cantoni (PDL) - ((Invitando gli oratori a tenere conto, in ordine agli auspicati processi di riforma, della particolare complessità dei procedimenti legislativi di cui alla normativa vigente. Inoltre, a suo avviso, alcune delle problematiche menzionate sembrano esulare dalla specifica competenza della Commissione)).

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Lettera aperta
Il 10 febbraio 2010: nel giorno del ricordo delle vittime delle FOIBE, l'atroce strage di italiani ad opera dei comunisti di Tito,  Il COCER ESERCITO INSIEME A TUTTE LE SIGLE DEL COCER INTERFORZE viene audito presso la 4 commissione difesa del Senato in merito all'indagine conoscitiva relativa alla condizione del personale militare. Accompagnano il Presidente del COCER Gen. C.A. DOMENICO ROSSI , il luogo tenente CONGEDI ,il caporal maggiore capo BITTI LEONARDO il caporal maggiore capo FOTI GIROLAMO; presiede la commissione il SENATORE CANTONI , tra i senatori il Gen. DEL VECCHIO, il Senatore SCANU ed altri senatori di cui non sconosco i cognomi. I rappresentanti del COCER presentano un documento di 35 pagine elaborato da tutto il COCER che in silenzio per mesi ha lavorato punto per punto, dando risposta concreta a coloro che si limitano a criticare il Cocer esclusivamente attraverso comunicati sterili e privi di qualsiasi criticità, con aggressioni gratuite nei confronti di chi pur trovandosi in uno strumento sociale ((insignificante, limitativo e soggetto a disciplina militare)) riescono a portare avanti le istanze del personale. Nei suoi contenuti, a mio parere oltre ad essere chiaro e molto critico nei confonti della politica, alla quale mi sento di addossare la responsabilità assoluta per il livello della qualità della vita nonchè di tante altre aspettative insoddisfatte, senza falsi celamenti, come altri hanno fatto e continuano a fare, per motivi che non si ignorano, per quanto mi riguarda  il documento si sofferma sulla figura del volontario e non solo, in tutti i suoi aspetti: le condizioni di vita nei reparti, sul posto di lavoro, la sicurezza ambientale, operativa (riferimenti sulla torretta dei veicoli lince), welfare, mobility menager, riconoscimenti di policy regionale dei poli ospedalieri,defiscalizzazione di parte del trattamento economico, convenzioni e protocolli d'intesa, trasporto pubblico urbano ed extraurbano gratuito allo stesso modo delle forze di polizia, la specificità, fringe benefit, incremento degli organismi di protezione sociale, alloggi di servizio,,una politica di prevenzione del fenomeno del mobbing tra superiore e inferiore, il sottoimpiego dei volontari di truppa in ruoli di manovalanza e la richiesta che il governo faccia una direttiva di impiego dei volontari per riconoscere la professionalità, analisi dettagliata della situazione delle strutture e condizioni di vita di studio degli allievi, trattamento giuridico economico previdenziale e assicurativo, cassa dei vsp, trattamento economico e giurdicio, tutela del delegato,riforma della rappresentanza, riordino delle carriere per ufficiali, sottufficiali,e volontari in servizio permanente (in particolare i vsp hanno scritto che tale riordino deve essere uguale per tutte le forze armate e forze di polizia ad ordinamento civile e militare, e che si tenga conto sia dell'anziantià nonchè della legge 958, e sopratutto che venga unificato il ruolo sergenti e volontari in servizio permanente in quanto solo in questa maniera si ottiene una progressione di carriera). Si è inoltre rimarcata la necessità che i volontari in ferma breve e previssata rimangano nella nostra forza armata , e, novità di questo documento, la dislocazione dei reparti militari al sud sotto un profilo operativo per il cambiamento degli scenari geopolitici e l'insaurarsi di aree ( Iraq,Libano) o situazioni di crisi (sbarchi clandestini,traffico di droga,problemi di sicurezza interna nel contrasto della criminalità organizzata) che indicano con chiarezza il sud come l'area di maggiore attinenza o minaccia. Da ultimo, in questo periordo di crisi economica sarebbe offerta l'opportunità per molto personale di ritornare vicino ai luoghi di origine con il risultato che parte delle esigenze il cui soddisfacimento è oggi chiesto all'amministrazione verrbebe automaticamente assorbito e il personale avrebbe una migliore qualità della vita . Ci si riferisce in senso generale al minore costo della vita al sud ed in particolare alla molto propabile disponibilità di un alloggio di proprietà nonchè all'assistenza di genitori/parenti, verso il nucleo familiare e viceversa, specie ad esempio in assenza di uno o entrambi i coniugi in missioni,servizio ecc. Si attende quindi la risposta del il governo e del parlamento, visto che spetta loro il compito di concretizzare le indicazioni che provengono dalle parti sociali . Iniziano tutti gli interventi degli altri cocer dei carabinieri , della guardia di finanza, della marina, dell'aeronautica
Ma il clima conflittuale troppo rigido imposto dalla presidenza della commissione difesa del Senato del PDL che ha più volte tolto la parola ad alcuni delegati COCER prendendo la rettifica di talune dichiarazioni e senza diritto di replica instaurando ,di fatto un grosso muro che divideva la parte sociale con la politica , aggravato dall'intervento di un Senatore della Lega nord  critico nei confronti del nostro documento sulla ricollocazione dei reparti al sud e sul sottoimpiego, dichiarando : per quanto riguarda la ricollocazione secondo il Senatore si tratta di un razzismo al contrario , mentre per quanto riguarda le pulizie dei cessi dice : quando c'è una turnazione bisogna farlo con dignità ma sopratutto evitiamo di scivolare in un qualunquismo che spesso e volentieri ci fanno i cittadini , i cittadini per definizioni non capiscono,fanno discorsi populistici e qualunquistici . A questo punto cari colleghi ho provato tantissima amarezza nell'ascoltare l'intervento infelice del Senatore leghista  rivolgendomi al presidente Cantoni (PDL) ho chiesto di poter rispondere al Senatore leghista, il presidente risponde " in maniera negativa" a questo punto amareggiato abbandono l'aula della commissione difesa. Da questa esperienza , mi sembra cari colleghi che questo sia un brutto periodo politico , senza veri interessi a risolvere le problematiche, con poca umanità nei rapporti , poca sensibilità al confronto, poco rispetto nei confronti di chi lavora e si impegna . Scarsi mezzi ha il Cocer a disposizione  ; ma il cittadino con le stellette a titolo personale in qualsiasi competizione elettorale all'interno del proprio seggio può chiedere il conto alla politica del suo operato ,perchè troppe promesse sono solo parole vuote che rimangono inesaudite , invito pertanto tutti colleghi d'Italia  (siamo oltre 370 mila nel comparto difesa e sicurezza) , di mettere nel conto anche questa audizione in Commissione difesa al Senato
 
Riflessione finale
La rappresentanza militare è uno strumento speciale: come tutti gli organi che si fanno portavoce di istanze comuni, è sempre in campo a chiedere ciò che spetta di diritto, e che è negato per qualsiasi motivo. Anche se si raggiungono risultati positivi, ci si deve sempre ricordare che non è mai abbastanza, perché si stanno tutelando individui che, nella loro singolarità, non possono certo ottenere molto. Per questo, nonostante le cose fatte in questi 4 anni, finché durerà l’attuale mandato, e spero anche oltre, continuerò a battermi affinché, passo dopo passo, non solo si raggiunga il minimo necessario, o direbbe qualcuno, sindacale, ma affiche la situazione complessiva sia la migliore che si possa auspicare. Naturalmente, non sono tanto presuntuoso da voler far tutto da solo, e per questo faccio appello a tutta la “comunità militare”, per perseguire insieme questo obbiettivo di crescita e di sviluppo. Dedico questa agenda ai tanti colleghi , amici , che mi sostengono attivamente , mi stanno vicini , sono solidali nei miei confronti e lo stesso anche a coloro che come delle vecchie zitelle , pettegole o frustati in giro per l’Italia o attraverso siti, forum eccettera in maniera anonima si inventano la qualsiasi sul mio conto io sul sito , in tv, via email , su face book , dico ciò che penso assumendomi ogni responsabilità , a differenza di altri che fanno la voce grosso su di me , ma diventano minuscoli vermi striscianti dinanzi alla politica e la dirigenza .
A voi larga sentenza !                 
                        La libertà parte dall’informazione , senza informazione non c’è vera libertà !
                                                                                               Girolamo Foti
Vietata ogni riproduzione non autorizzata del presente stampato , inviato a titolo personale a tutti gli amici di Girolamo Foti “ 20 Maggio 2010” , diritti riservati del sito www.girolamofoti.com 
INTERVISTA AL GEN. C.A. DOMENICO ROSSI

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